Nessuno respirava.
— Cosa hai detto?.. — la voce di Riccardo si incrinò.
Il ragazzo non distolse lo sguardo.
— Alzati, — sussurrò a Isabella.
E lei…
si alzò.
All’inizio appena.
Tremando.
Come se stesse imparando a vivere di nuovo.
Poi un passo.
Un altro.
E un altro ancora.
La sala esplose.
Qualcuno piangeva. Qualcuno pregava. Qualcuno filmava, come se temesse che tutto sparisse.
Riccardo era pallido.
— Isabella… — sussurrò.
Ma lei guardava solo il ragazzo.
— Chi sei?..
E lui sorrise.
E quel sorriso…
la distrusse.
Perché lo conosceva.
Da prima.
Da prima dell’incidente.
— No… — disse Riccardo, indietreggiando.
— È impossibile…
Il ragazzo inclinò la testa.
— È quello che hai deciso tu.
E la verità venne fuori.
Cruda.
Terribile.
— Non è stato un incidente… — confessò Riccardo.
Un’ondata di shock attraversò la sala.
— Ho sabotato i freni…
Urla.
Paura.
— Tua madre voleva lasciarmi… portarvi via…
Isabella tremò.
— E lui?.. — sussurrò.
Riccardo chiuse gli occhi.
— È sopravvissuto…
Silenzio.
— E io… ho finito quello che avevo iniziato.
Il mondo crollò.
— L’hai ucciso?.. — la sua voce era spezzata.
Riccardo pianse.
— Non avevo scelta…
Le luci si spensero.
Quando tornarono —
il ragazzo era sparito.
Solo impronte bagnate.
Che non portavano da nessuna parte.
